3. Restrizioni fonetiche
In sacarai la sillaba tipica è formata dalla classica combinazione CV (consonante + vocale o dittongo). È stato detto nella nota precedente (qui) che una sillaba ammette una consonante in coda soltanto a fine parola, e questo provoca l'introduzione di un appoggio vocalo nella parola successiva (i), che lega la pronuncia delle due parole insieme. Non vi sono restrizioni per la consonante finale, eccetto i suoni arcaici ʔ e ř che compaiono soltanto in prima posizione. Un italofono, abituato a far seguire la vocale u alla consonante q, dovrà sforzarsi a evitare questo appoggio, di cui il parlante sacarai (sacarofono) non sente la necessità.
Si tollera il cluster di due suoni consonantici (cluster binari) come onset della sillaba. Di tendenza questo avviene soltanto sulla prima sillaba della parola. Abbiamo già detto che i suoni arcaici compaiono soltanto in prima posizione e che questi compaiono soltanto in un ridotto numero di lemmi, appartenenti per lo più al lessico religioso (ma non esclusivamente).
Non è ammessa la ripetizione della consonante (la geminazione si verifica soltanto nell'incrontro tra radice e desinenza).
Queste sono le classi f0nologiche:
* Si osserva che la consonante arcaica ř è secondo questa registrazione una vibrante palatale, un fonema rarissimo tra le lingue naturali. Va detto che, anche tra i parlanti naturali, si sta diffondendo l'uso a semplificare la pronuncia di questo fonema, trasformandola in una più semplice fricativa palatale.
Con questo possiamo completare lo trascrizione fonetica del sacarai:
Qui le sequenze tipiche dei suoni cluster:
Consonante arcaica + secondo suono (ʔ/ř + [occlusiva, fricativa, liquida]):
ʔp, ʔt, ʔk, ʔq, ʔd, ʔg, ʔs, ʔʃ, ʔɬ || řp, řt, řk, řq, řd, řg, řl, řr
Occlusive + Liquide
pl, pr, př || tl, tr, tř || kl, kr, kř || ql, qr, qř || dl, dr, dř || gl, gr, gř
Occlusive + Fricative
ps || ts || ks || qs || tɬ || kɬ
Nasale + Occlusiva/Fricativa (cluster raro)
mp || nt || ns || nɬ
A seguito di un cluster non è mai ammesso un dittongo. La vocale è sempre breve.
parola di Traiano Boccalone