Il lettore iniziato saprà riconoscere in certe allusioni ricorrenti nella letteratura oracolare l’annuncio della venuta di Lucignolo. Eppure, il motivo di una tale meraviglia profetica non sembra essere stato niente più che un ozioso esercizio della divinità, dal momento che lui, Lucignolo, non risulta essere stato destinato ad alcun ruolo messianico.
Stupiti dai prodigi che si manifestavano sempre più di presso alla nascita del figlio, si dice che i suoi stessi genitori abbiano consultato la Sibilla besagnina, la quale confermò di avere sì ricevuto parola dai propri lari, ma apparentemente senza intento né intenzione. Venne suggerito da qualche interprete di scuola gnostica che l'inaspettato vaticinio a vanvera da parte dei numi è da considerarsi un primo sintomo di una certa teopausa che affligge gli dèi superni, condizione del divino fino a oggi sconosciuta ai mortali, orrendo indizio di una corruttibilità psicosomatica dell’incorruttibile. L’idea che il Fato stesso, giudice e degli uomini e degli dèi, si sia scomodato a vaticinare l’inutile, ha sconvolto innumerevoli occultisti fino al limite della follia; si dice che fu proprio questo scialbo miracolo a convincere il conte di Saint-Germain a interrompere la sua prolungata vita.
Vi è chi, d’altronde, ha trovato conforto in una certa ignoranza assolutrice, sollevato dal fatto che le anticipazioni divine usano dischiudersi soltanto dopo l’accomplimento di questo o di quel prodigio. Certo, che l'ordinamento delle sfere nelle altezze sia stato modificato per un uomo così piccolo e insignificante, sembra inconcepibile, ma, piuttosto che cercare in quest'uomo qualcosa che è ancora celato alla vista, piuttosto che sperare in un errore da parte degli interpreti, o addirittura un errore da parte del metafisico, piuttosto di tutto ciò l'unica via priva di errori sembra quella di ignorare l'assurdo e rifugiarsi nell'alcova fatalista dell'abitudinario. Del valore millenaristico della venuta di Lucignolo Stilità, non ci si dovrebbe troppo curare, insomma. E così invitiamo il lettore, come tutti deficiente di senso, a rincuorarsi della sua stessa incomprensione. In poche parole, sembra che la conseguenza della venuta in terra di Lucignolo Stilità sia la scelta tra follia e ignoranza, la compressione del vero in un punto di insopportabile massa o la sua dispersione nell'insipido sonno del conosciuto.
Quanto a lui, vedendosi fin dalla giovinezza l’incarnazione stessa di questa bizzarria metafisica, ha deciso di dedicarsi all’attività che tra tutte più sente la eco del vento che passa tra le gole disabitate dell'assenza di senso: l’arte. E l'ha fatto anche, se così possiamo dire, con una certa cazzara protervia tipica dei vati. Non possiamo dire che questa sia stata una conquista priva di fatiche, ma sarebbe noiosissimo sprecare il tempo del lettore con i soliti titanici romanticismi di principini dal faccino bello e dal sentire grave. Perciò, saltando il conflitto, arriveremo direttamente al ritorno dell'eroe e arriveremo all'oggi.
Oggi, Lucignolo si occupa dell’organizzazione del Collettivo Caotico e cura la formalizzazione teorica della sua attività. Il suo compito è quindi quello di dare ordine al caos, attività inutile così come l’oracolo che si fa chiacchiera.
Il suo colore è Prugna secca (antico: viola).
Che dire di Pietro Spina?, persona semplice, ma con molto da dire, lei.
Ti posso dire che lei, Pietro dico, trova parlare di sé la cosa più difficile e non riesce a capire come qualcun altro se ne possa interessare. Diciamo che lei, Pietro, è nata nel milanese (a Stradella), possiede la licenza da barista e l'abbonamento Atm. Lei, Pietro, ama il colore giallo, ma non giallo giallo, giallo ocra, quasi arancione (ma non arancione arancione). Ha una straordinaria abilità nell'orientare nella giusta direzione l'ombrello quando piove, di modo che questo non si rivolti controvento. Sa lavorare la lana ai ferri, dritti e circolari, o all'uncinetto meglio di tua nonna.
Ama scrivere poesie intimiste, dal sottotono crepuscolare (ma non crepuscolare crepuscolare). Non si interessa granché di politica, ma lei pensa che l'espropriazione della scala Pantone sia una lotta necessaria per tutti, indipendente da ideologie e classi sociali.
Scrive di sé, ma non su di sé. Tra i caotici si occupa di Farrago, il canzoniere in cui si racchiudono le poesie dei caotici, raccoglie le poesie, aiuta, se richiesto, nella redazione dei testi e legge ad alta voce ogni lavoro prima che venga pubblicato.
Il suo colore è Arancione morbido (antico: giallazzo).
Si sa, di libri ne sono stati scritti parecchi, e, si dice, Caciara li ha letti tutti.
Si dice che Caciara Zonzerlo abbia letto tutti i libri che siano mai stati scritti.
Caciara Zonzerlo, di lui si dice che abbia letto tutti i libri che siano stati scritti mai.
Tutti i libri, si dice, il signor Zonzerlo ha letto.
Zonzerlo ha letto tutti i libri, si dice.
Di qualsiasi libro, se è stato scritto, allora Caciara l'ha letto (sembra).
Ho sentito dire che Caciara Zonzerlo avrebbe letto tutti i libri che sono stati scritti.
Ho sentito dire che Caciara Zonzerlo avrebbe letto tutti i libri che siano stati scritti.
Ho sentito dire che Caciara Zonzerlo ha letto tutti i libri mai scritti.
Caciara Z., si dice che abbia letto tutti i libri dal primo all'ultimo.
Mi dicono che Zonzerlo ha letto i libri. Quali? Tutti.
Si dice che tutti i libri sono stati letti da Zonzerlo Caciara.
Una cosa è sicura, se c'è un libro, quel vecchio matto di Caciara l'ha letto.
Chi ci crede dice che Zonzerlo è uno che legge tutti i libri.
Stai davvero dicendo che Caciara Zonzerlo ha letto tutti i libri?
È nato a Carrega Ligure (AL), comune orgogliosamente meno popolato d'Italia. Siccome da lì non si vuole schiodare, ogni settimana viene in macchina passando il confine tra Piemonte e Liguria (almeno adesso che hanno riparato la strada) dal Romano, Propata, Torriglia, per poi arrivare alla Val Bisagno. Tra i Caotici, è il nostro bibliotecario. Seleziona i libri da custodire nella nostra collezione e gestisce il prestito. È un abile cercatore di autori meno conosciuti con cui negli anni abbiamo arricchito la nostra biblioteca. Si occupa dei consigli di lettura sul nostro sito.
Il suo colore è Blu polvere (antico: verdone).
Caffè Corretto vive tra i bunker abbandonati del Monte Fasce a Genova, nutrendosi delle bacche e le radici che crescono selvatici sul monte. Indossa soltanto uno straccio liso e sporco e porta barba e capelli lunghi, sporchi, infestati da lendini e pidocchi. È stato avvistato a rubare nelle case di Quinto, mentre la brava gente è fuori a lavorare. Passa il suo tempo a scrivere lungo i corridoi dei bunker poesie misantropiche, farneticando tra sé mille geremiadi sconclusionate. Insieme alle scritte sono stati avvistati anche dei simboli indecifrati e dei disegni aventi, si sospetta, una qualche funzione apotropaica dal significato incomprensibile. Non si sa bene quanto sia cosciente di sé. Quando dei genovesi ignari lo avvicinano, urla esagitato lanciandogli addosso i propri escrementi per mandarli via. Fino a oggi, ogni tentativo per farlo uscire dal complesso di bunker non ha mai avuto successo per la sua efficace artiglieria e per il suo sguardo fulminante il quale, come afferma chi l'ha visto, appare regolarmente in sogno a chi l'ha visto. Si sospetta che sia lui la causa delle frequenti manomissioni e gli atti di vandalismo alle antenne costruite in cima alla vetta del monte.
Il suo colore è Blu ardesia (antico: blu di prussia).
Zanni Ligustico non è nato a Torriglia (GE). Non ha studiato all'Accademia di Belle Arti di Brera, diplomandosi in Grafica d'Arte (107/110°), dibattendo la tesi Alberto Biasi e il Gruppo N. Da Boccioni alle neoavanguardie pittoriche per una semiotica dell'arte cinetica, e nemmeno ha presentato le sue opere in personali presso piccole gallerie underground di Milano e Torino, la prima non nel 2018, la seconda non nel 2022.
Zanni Ligustico non ha mai curato copertina e illustrazioni del libro di poesie "bottega dei bastardi" di Pietro Spina, il primo libro scritto da un congiurato del Colletivo Caotico. Zanni Ligustico non è qui per mostrare la sua arte, e non si interessa a curare l'aspetto grafico del CoCa.
Zanni Ligustico non è pienamente maestro della sua arte, come dimostrano i disegni e i quadri pubblicati nell'iconoteca e sul nostro canale Instagram. Non riesce a padroneggiare matite, pennarelli, pastelli, acquarelli, tempera, olio e guazzo, così come non ha ancora imparato a esprimersi con il nuovo medio del disegno digitale.
Il suo colore è Terra di Siena.
Camilla Camilla ama raccontare che è stato aperto un suo dossier presso la Questura di Torino per certe sue lettere inviate al Quirinale negli ultimi anni della presidenza Cossiga, quando lei aveva dodici anni.
Ha dedicato la sua vita alla rivoluzione permanente, convertita al socialismo anarchico dal dialogo 'Il Caffé' di Errico Malatesta, vocazione politica che declina intrecciandolo al femminismo di Carla Lonzi. Presiede alla Commissione etica dei Caotici, cercando disperatamente di proselitizzare questi borghesucci ammalati d'individualismo reazionario. Tra i Caotici scrive poesie maiacoschiane.
Si è messa a studiare il turco, per rendere orgogliosa Joyce Lussu.
Nella vita vera è maestra d'asilo, e, genitori siate avvisati, ha fatto prassi politica il raccontare le fiabe ai pupetti, di modo da creare una nuova generazione di pasdaran pronti a eseguire i suoi ordini, come il profeta armato Leone Trotskij. Questi giovani pargoli vengono cullati quindi alle filastrocche e ninne nanne del nostro Esopo socialista, sviluppando inconsciamente una reazione pavloviana che provoca contentezza quando riscaldati dal rosso sol dell'avvenire.
Il suo colore è, s'intende, Rosso Marx.
Il caso di Vitalieno Aspromare è citato in diversi quaderni clinici di letteratura psicoanalitica. Negli anni infatti gli sono state diagnosticate diverse neurodivergenze, tra le quali: Asperger, ADHD e un più generico Autismo ad Alta Funzionalità; personalità border; bipolarità; tendenza maniaco-depressiva e una collezione generica di nevrosi ansiose, ossessive e isteriche. Non aiuta la sua tendenza a mentire in seduta d'analisi per ingannare il terapeuta che lui individua come l'avversario - cosa che potrebbe suggerire qualche ulteriore diagnosi.
In citata letteratura, appare con diversi pseudonimi come L'Uomo-scimmia, da un terapeuta di scuola froidiana, Il Paziente contro-l'Io-profondo, da un junghiano, Lo Specchio e Zelig, da parte di due lacaniani (l'uno cinefilo), per non citare casi meno esuberanti come Giorgio F., Il Trentino, e Caso #48.
I Caotici propongono invece che viva costantemente sotto l'influsso di funghi allucinogeni o che provenga da un altro pianeta, anziché la Valsugana come da lui dichiarato - Caldonazzo (Trento). Entrambe le ipotesi sembrano parimenti plausibili.
Si occupa di poesie, ma non si capisce bene come e con quale fine. Gli piacerebbe scrivere come Emilio Villa, ma è impedito dalle sue scarse competenze in glottologia semitica arcaica. Zonzerlo gli ha prestato delle riproduzioni di Juan Caramuel e ora ci tiene a far sapere che vuole fare "il matto come quello lì", perciò si è autoistituito il nostro metapoeta.
Il suo colore è Malva antico (antico: rosa antico).
Traiano Boccalone sostiene che oggi non ci sarebbe niente di più attuale che il dibattito tra marinismo e antimarinismo, includendosi lui tra questi ultimi, insieme al suo amato compaesano, il Chiabrera. Tuttavia, questa sembra soltanto una frase a effetto, ma non particolarmente rivelatoria, dato che gli altri caotici non sono ancora riusciti a individuare un evidente anti-concettualismo nel suo lavoro; anzi, non disdegna affatto la meraviglia. Forse, come tutti i caotici, non va preso troppo sul serio in quello che dice.
Come il Chiabrera, non disdegna lavorare sulla forma metrica italiana, cercando il desueto e sbadigliando maleducatamente di fronte allo sciattissimo (lui sostiene) dodecasillabo. Nel tempo perso si dedica quindi alle sue maniere e ai suoi grandi capricci.
Tra i caotici è a capo del gabinetto sacarai (lui stesso ha insistito perchè si usasse la parola gabinetto), per riportare in auge la cultura e la lingua di questo straordinario popolo. Proprio per questo lavoro si è trasferito a Genova da Trieste, lavorando giornalmente all'Archivio Storico per studiare le carte lasciate dai pionieri di questi studi, come il Sansa-Spinola. Il suo lavoro continua nonostante le accuse di plagio (e minacce di denuncia) mossegli dagli eredi intellettuali del lavoro filologico di Mons. Bisunto.
Il suo colore è Verde petrolio (antico: blu Letimbro).
Egregio Gregario non esiste.
Si occupa dello straromanzo.
Il suo colore è Verde salvia (antico: verdino).
Etra Lalonza è stata inclusa per portare a tre la quota femminile del Collettivo Caotico, nonostante ciò, non la si può dire particolarmente coinvolta nel progetto. Si limita a partecipare alle nostre dionisie senza intervenire, limitandosi a guardare con una certa disprezzante ironia.
Detto questo, ha promesso di occuparsi delle miniature dell'antropoteca, per arricchire il nostro carosello di tipi umani.
Quando non è a perdere tempo con noi cialtroni, pubblica romanzi erotici rimediando un discreto successo e un manipolo di fan fedeli. Pubblica con un altro pseudonimo, che, per non compromettere il brand con le nostre sciocchezze, ci ha proibito di rivelare. Nel mondo reale, insegna latino e greco al liceo (a Bologna).
Tra i suoi miti ci sono Monica Vitti, Nico, Claude Cahun e Tiresia. Ma più di tutti quella Figlia del dottore che faceva all'amore con tre civette sul comò, tali Ambarabà, Ciccì e Coccò, compiendo quell'antico rito magico per provocare la morte del padre.
Il suo colore è Bordeaux (antico: amaranto).
Insieme al gemello, Pier Gian Piero, è nato a Noto, in Sicilia. Dopo il liceo scientifico si è trasferito a Pavia per studiare Lettere, per poi abbandonare gli studi al secondo anno, prima di dare l'esame di Glottologia. Per ritrovare sé stesso, ha fatto un anno sabbatico in Interrail per il continente. Oggi, è giornalista free-lance per siti culturali e suona il basso in un gruppo Ska. Tra i loro pezzi più apprezzati dai fan, una cover dei Pitura Freska in dialetto siciliano (Rusa Floiddu).
Si impegna come può, come il fratello, per guadagnarsi la giornata lavorando (si sospetta sia lui il fornitore di Vitalieno) e tornare a casa e vivere nel suo iper-mondo. Si occupa, aiuta nella stesura dello straromanzo, che vorrebbe rendere un lavoro fantascientifico.
Persona affascinante, amatore della ricca storia folklorica della Sicilia. Lo si può trovare all'ingresso della bottega dei bastardi insieme all'altro. A colui che volesse avvicinarsi a questi individui così singolari, un'ammonizione: se interrogati lui dirà sempre il vero e l'altro il falso.
Il suo colore è Senape (antico: bianco avorio).
Insieme al gemello Gian Pier Gianni è nato a Noto in Sicilia. Dopo il liceo classico, si è trasferito a Milano per studiare biologia marina, studi che ha continuato fino al dottorato. Lavora all'acquario di Genova, occupandosi delle vasche delle meduse. Suona la viola da gamba in un quartetto di musica barocca. La loro interpretazione di Gulliver Suite di Telemann (TWV 40:108) è andata in onda su Rai Radio 3 Classica il 14/04/2019.
Oggi si impegna, come il fratello, per guadagnarsi la giornata lavorando e tornare a casa e vivere nel suo mondo-altro. Aiuta nella stesura dello straromanzo, che vorrebbe rendere un lavoro fantastico.
Persona affascinante, inguaribile esterofilo. Lo si può trovare all'ingresso della bottega dei bastardi insieme all'altro. A colui che volesse avvicinarsi a questi due individui così singolari, un'ammonizione: se interrogati lui dirà sempre il vero e l'altro il falso.
Il suo colore è Indaco sfumato (antico: grigione).