ed: editore
EV: Era Volgare
AEV: Avanti Era Volgare
mns: manoscritto
sost: sostantivo
im: immobile
m: mobile
astr: astratto
der: derivato
prov: proverbialer
√: radice
taq: terminus ante quem
tpq: terminus post quem
da'īli [da'Ɂi:li]: (√d-Ɂ-l) sost m Sole, (metonimia) male | der. da'ili (fuoco, in senso negativo: fuoco-che-brucia) | ada'īli (eclissi solare)
In Noi: dachili idest Sol, quem Sacarum gens magnum malum sive diabolum putat
In C: dacchili, nell'idioma de' Sacari questo vocabolo è il Sole, il quale il popolo de' Sacari reputa grandissimo male, e cioé il loro diavolo; perciocché secondo loro tradizione egli fu mandato da Racas, uomo turpissimo sopra a tutti li altri, frate et inimico di Sacar, nume loro, a incendiare et ardere l'orbe tutto. I selvaggi reputano il Sole sempre maggiormente accostarsi alla Terra per cui temono oltre modo li incendi per natura combusti. È inoltre costume del detto popolo amare più la notte et le alte stelle che 'l giorno el Sole, e tale inclinazione dimostra la complessione melanconica di tale gente. Anno anchora li Sacari opinione che Sole sia come l'altre stelle in proporzione, ma più vicino e però maggiore apparente, onde lo tengono per superbo et vano, seppure vago come l'angelo pravissimo Lucifero sive Belzebù Satana, quasi che si finga più maggiore delle altre stelle per posizione et non per sua dimensione naturale.
In LV: da'īli, Sole: 1) Acqua Non-Salata: "Così Racas umiliato dal fratello suo Sacar spinse una stella della volta più vicina all'isola, cosìcche tutti sentissero sempre fastidio per la metà del giorno, e per la metà dell'anno. Questo era infatti il Sole (d.), mandato dal nemico Racas per ingannare il popolo con il calore, calore che poi si fa fuoco-che-brucia (da'ili)"; 2) anonimo: "Se tu, mio amato, mi rifiuterai, io sarò per te come il Sole (d.) che sfianca e che porta buio con la sua grande luce"; 3) Caverna luminosa: "anticamente si credeva che Racas avesse mandato il Sole (d.) con l'intenzione di bruciare l'isola, e che Sacar vi avesse posto innanzi la Luna per bloccare la sua marcia. Questa storia racconta l'eclissi (ada'īli) che si verificò nell'anno di emersione dell'isola [prob. 10 settembre 1010 EV - ed.], quando i gemelli dell'origine partirono per le stelle".
ǧapak [d͡ʒaˈpak]: (√: ǧ-p-k) sost im, isola, atollo | der: ǧaǧapak (isole, arcipelago); ǧāǧapak (mondo, terra, globo terrestre), aǧapak (straniero, sconosciuto)
In Noi: giapact id est insula
In C: Dicesi in sacarai giapach, overo insula, lezzo di terra per decreto d’Iddio Ottimo Massimo disgiunto dal continente emerso da corso d’acqua, sì di mare o di fiume o di laco intieramente circondantelo. I selvaggi abitano insula detta ‘di Sacar’ dal nome del capostipite loro, che loro tengono in istima pari alla di un dio; quando costoro riferiscono di certa insula spesse volte s'intendono alla propria isola de’ loro natali, come li romani diceano de l'urbe.
In LV: ǧapak, isola: 1) Acqua Non-Salata: “Molte sono le isole (ǧaǧapak) emerse, tutte insieme fanno il mondo (ǧāǧapak). Ma solo un'isola (g.) venne eletta da Sacar per il Vero Popolo”; 2) Caverna Luminosa: “Si era nell’undicesimo anno dalla cacciata dei re [1293 EV – ed], e nell’isola (g.) emerse l’estraneo (aǧapak) [lett. fuori dall’isola, senza l’isola – ed] dalla porta del Sole [riferimento all’arrivo di Vadino Vivaldi sull’isola dei Sacar – ed]”, e “tu per me sei la sola isola (g.) su cui queste onde si rifrangono”; 3) prov.: l’isola, molte isole, tutte le isole (ǧapak, ǧaǧapak, ǧāǧapak) [Proverbio simile al nostro “tutto il mondo è paese” – ed].
Noiosio da Bargagli (Noi): Vocabolarium Sacaraicum, id est collectium vocum linguae Sacarae, ad evangelizationem gentis huius et ad custodiam verbi antiqui, diligenter conscripta a fratre humillimo Noiosio Bargagliense sub silentio claustri [princeps: mns. a.q. 1339 - p.q. 1343] – Archivio di Stato di Genova, fondo mns.: RES.356.
Custodio Sansa-Spinola (C): Tesoretto Sacaraico ovvero Raccolta di voci della lingua de’ Sacari ridotta nella assai più nobile lingua Toscana, diligentemente compilata per uso degli studiosi dall’Accademico Custodio Sansa-Spinola dell’Accademia degli Addormentati. Ad istructionem, delectationem et propagationem verborum Sacaraicorum in usum eruditorum et curiosorum. Ex typis Baptistae, cum privilegio Serenissimi Domini Ducis Ianuensium [princeps:, Genova, 1639]. Edizione moderna: Bisunto (ed.), Sansa-Spinola. Tesauro Sacaraico. Genova: edizioni saoline, 1957.
aa.vv. (LV): La Lunga Voce di Sacar. Schede di lingua Sacarai con crestomazia, tradotto in lingua italiana da Mons. Glossone Bisunto. Tr. It.: Genova: Edizioni Universitarie, 1962.