Il sacarai è una lingua isolata di struttura agglutinante a base trisillabica (√: C-C-C) parlata sull'isola dei Sacar in mezzo all'Oceano Pacifico (44.4° S, 171.1° W). Non è stata dimostrata alcuna parentela con le più vicine lingue della famiglia austronesiana. Si conta che i suoi parlanti siano circa 10.000 (in diminuzione, per effetto della globalizzazione). Non esistono casi di exclavi linguistici naturali oltre all'isola dei Sacar, sebbene vi sia una piccola comunità di parlanti attivi nella città di Genova, costituita per lo più da studiosi e appassionati. Nell'isola sono stati registrati pochi casi di alloglossia, che ha influito su una differentizzazione diatopica della lingua.
Ha una scrittura bustrofedica facente uso di un abugida cromatico, cioé il segno vocalico (o l'assenza di esso) è indicato da dei colori stabiliti con cui viene segnata la consonante.
1. Fonemi sacarai:
Vocali:
Brevi: a, i, u
Lunghe: ā, ī, ū
Consonanti:
Bilabiali p, m
Dentali t, d, n
Alveolari l, r, ɬ, s, ʃ
Velari k, g
Postalveolari tʃ, dʒ
Uvulari q
Glottidale ʔ (arcaico)
Palatale ř (arcaico)
Regole di romanizzazione standard:
ɬ : ll
tʃ : č
dʒ : ǧ
ʃ : š
ʔ : '
2. Struttura sillabica:
Struttura sillabica
Le sillabe seguono il modello generale: (C)(C)V(C)
Onset: 1 o 2 consonanti (cluster fonotatticamente ammessi)
Nucleo: 1 vocale (breve o lunga) o un dittongo
Coda: consonante finale ammessa solo in fine parola
Sillabe chiuse
Ammesse solo in posizione finale di parola
Se due parole si concatenano creando un incontro consonantico in mezzo, si inserisce una vocale di appoggio (epentesi) per separarle che si lega all'inizio della seconda parola (appoggio vocalico: 'i-').
Dittonghi
Solo dittonghi lungo + breve sono ammessi.
Esempio: ā + i → ai, ī + u → iu, ū + a → ua
Questi dittonghi sono pronunciati come due vocali unite in una singola sillaba.
parola di Traiano Boccalone