ninna ninna bimbolotto
nanna nanna bambolotto
uomo guarda uomo, ma tu sogna,
bimbolino, sepolto tra coperte.
sogna sogna, uomo guarda uomo
respirando, tutto nudo guarda
uomo baciando. e uomo
guardò l’uomo guarderà l’uomo
provando, con mani cercando.
sogna sogna, bimbo bimbo, uomo
guarda mondo inerme, mondo
che ti ha imparato lo sguardo
del papone, stanco giorno e sera
quando torna a la magione, e la mam-
mina, già più accorta lo nasconde,
ma che sguardo pieno lì alla porta!
ninna ninna bimbolotto
nanna nanna bambolotto
e l’uscio-uscìo chiude lentamente
un’ultima volta, ed è poi a domani.
sei rimasto solo, bamboccetto, nella casa
nella stanza nel cassetto ormai bloccato
dove uomo bacia uomo bacia sé stesso
nella notte dell’amante del ladro.
il babau e l’orcolone ucciucci («ucci ucci, naso fino | ho fiutato un monellino»)
ti guardano assopirti dal cantuccio.
guarda, bimbo-bambo, guarda l'uomo,
l'uomo guarda e uno spiro, un bacetto ha
sussurato dal buco scricchiolino
della cassapanca. bello bello quel bacetto,
tu lo guardi conquistato, bimbo uomo
e lo culla, con il bacio-bacillo culla.
entrambi si conoscono da una vita
lunga tanto tanto tanto così.
ninna ninna bimbolotto
nanna nanna bambolotto
chi di riffa e chi di raffa dorme,
e nell’armadio, bimbo bello,
c’è lo gnomaccio dei dispettucci,
ti bisbiglia nuovi crucci per il domani:
tutta notte e pissi e pissi nell’orecchio.
ormai da anni, bimbo bimbo,
dieci, venti, trenta, quarant’anni
tu dormi in quella culla dondolante.
sognando il principino azzurro,
in piedi nella notte, uomo sfiora
uomo e uomo cerca l’amichetto
per giocare nel sacello immobile
del tempo senza luce della stella,
con sguardo di concupiscenza.
sarà domani, bombolone,
che imparerai a gattonare?
ninna ninna ninna bimbo
nanna nanna nanna bambo
nella casa, bimbo mio, non ci sono
di foto alle pareti, non dipinti, non
oggetti né disegni, nella casa d’ozio
la fatina bella ti fece firmare carte
di un faticoso lungo divorzio.
pischellino della mamma, guarda
uomo bacia il diafano specchio
solo così si riconosce più vecchio.
bimbolino, giovincello e ragazzotto
nella casa una vita hai ormai condotto
nel tuo nome di omuncolo e poi vecchierello,
che al tuo cuore non dispiaccia
accogliere la nuova amante tra le braccia:
lei è di volontà chiara e forte
e tu la guarderai un'ultima notte, domani
tu la chiamasti per nome: la morte.
e ninna e ri-ninna babbucchione
e nanna e ri-nanna belinone
uomo guarda morte, antica amante
e guarda, bamboccione, morte bacia
uomo, tutto l’uomo, ogni uomo
bacia nella notte. con sguardo di desiderio
sai che non potrai più starne senza,
uomo guarda morte, la più antica
amante e morte guarda uomo:
fin dal primo giorno lo attendeva, un'intera notte
ed entrambi e animus e anima e animum mis-
chiatischiacciati insieme: finalmente, l’uomo.
nella giovinezza e l’uomo bacerà l’uomo
e la morte, la voyeuse, restò a guardare
tutti insieme nella casa che è stata
la casa che è laborinto che è mania a coppie da soli tutti insieme
mentre qualcuno si indagherà su il
la esperienza umana che è non più è
e, ancora, ninni nanna, bimbo
nanna ninni, bombi, ora dormi
e lei corre in mezzo a tutti
per farsi ammirare: e sono uno,
e quindi io; e sono due,
e quindi me e te; e sono tre,
e quindi io e tutto ciò che resta.
mentre le mani si stringono ci muoviamo
intorno alla fontana ormai ossi-
data e con noi lei corre, lei
in mezzo a tutti, la tricoteuse, corre e mai si ferma
e noi tre uomini: quanto siamo f…
mallimprovviso, mentre ci muoviamo, altri tre uomini: quanto siamo fel… mallimprovviso, mentre incespichiamo, tre cadaveri: quanto siamo felic… mallimprovviso, mentre ci agitiamo, tre scheletri…
ma siamo mai stati felici? ma ancora siamo noi tutti lì nudi e uomo
guarda scheletro guarda uomo, ed è l’ora del dono,
tesoro mio, il dono!, vieni al centro, porta il pugnale.
piccolo!, ancora non dormi, piccolino?!
ninna ninna!, dai, nanna!, cazzo dai
e, a coppie! a coppie!, ogni uomo prova a ballare,
perché si vuole ballare, e la morte
al centro conduce e regge i pupi
lì gettati che cercano il proprio altro.
ognuno ballonzola a suo tempo,
a suo ritmo nella sala nella stanza nella cassa,
abbracciati con mani incomprensibili.
morte guarda uomo guarda specchio guarda bimbo
ma morimmo o vivremo? non
ha più senso comprenderlo, non c’è più
e sarà l’ultima cosa de il scrivere de il poeta, l’uomo
e non c’è più altro da dire
parola di Pietro Spina